
Profilo
Vale non guida. Si lancia.
Non sale in sella. Si incastra in posizione fetale aerodinamica.
Vale ha una convinzione profonda: se non sei sdraiato sul serbatoio, stai solo andando a prendere il pane.
La sua moto non “romba”.
Urla.
Fischia.
Soffia.
E a 14.000 giri canta come un soprano sotto caffeina.
Ha un guardaroba composto da:
- Tuta in pelle con gobba aerodinamica (che nessuno sa bene a cosa serva, ma guai a non averla).
- Casco con grafiche talmente aggressive che sembra pronto a un duello medievale.
- Stivali che fanno “clack clack” anche al bar, perché la vita è una pista… pure davanti al cappuccino.
Parcheggia e controlla subito:
- Pressione gomme.
- Temperatura asfalto (a occhio, ovviamente).
- Se qualcuno ha osato toccare il cupolino.
Non dice “andiamo a fare un giro”. Dice:“C’è un bel tratto guidato.”
Non parla di coppia ai bassi.
Parla di:
- Traiettoria.
- Punto di corda.
- Staccata.
- Uscita in progressione.
In città soffre.
Il semaforo rosso è un affronto personale. Il dosso rallentatore è un nemico giurato. La buca è un attacco diretto alla ciclistica.
Quando incontra Checco, si studiano.
Uno vibra al minimo. L’altro vibra d’impazienza.
Sogna la pista. Ma nel frattempo trasforma qualsiasi rotonda in un esercizio mentale da MotoGP (senza dirlo, ovviamente… ma lo sta pensando).
E sotto quella visiera scura?
Un eterno bambino che si emoziona quando il motore entra in coppia e il mondo si comprime in un tunnel di concentrazione pura.
Perché Vale non cerca il panorama. Cerca il punto perfetto. E quando lo trova… per tre secondi è convinto di essere in pole position.
Poi arriva l’autovelox.
E torna umano. 😅
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