
Profilo
Pippo non “accende il mezzo”.
Lui mette in moto un’atmosfera.
Possessore orgoglioso di una Piaggio Vespa, convinto che due ruote piccole possano trasportare quantità industriali di charme.
Non fa “giri”.
Fa passeggiate panoramiche strategiche.
Destinazioni ufficiali:
Lungomare al tramonto. Centro storico con pavé romantico. Gelateria “storica” (aperta nel 2009, ma fa scena dirlo).
Velocità di crociera:
quella che permette alla compagna di abbracciarlo senza casco che sbatte.
Ha sviluppato una tecnica sopraffina:
Mano sinistra sul manubrio. Mano destra sull’acceleratore. Ego leggermente gonfiato quando qualcuno dice: “Che bella Vespa!”
La compagna dietro:
Tiene la vita. Sistema i capelli. Commenta: “Ma non possiamo andare un filo più piano?”
Lui risponde serio:
“È la filosofia Vespa.”
Parcheggia sempre in posizione scenografica.
Cavalletto centrale con gesto elegante.
Un mezzo sguardo alla carrozzeria.
Un mezzo sorriso alla compagna.
Se c’è una foto da fare?
La Vespa è protagonista.
Loro sono comparse romantiche.
Non ama le accelerazioni brusche.
Non ama i sorpassi aggressivi.
Ama:
Il rumore morbido del motore. Il vento leggero. La città che scorre lenta.
È convinto che la Vespa non sia un mezzo di trasporto.
È un moltiplicatore di ricordi.
E quando rientrano la sera, con l’aria salmastra addosso e il profumo del mare ancora nei vestiti, lui spegne il motore con un piccolo gesto teatrale.
Perché il vespista non cerca adrenalina.
Cerca momenti.
E se nel frattempo riesce anche a sembrare uscito da un film italiano anni ’60…
missione compiuta. 🛵🌅
