
Profilo
Max non “esce in moto”.
Scompare nei boschi.
Dove tu vedi un sentiero impraticabile, Max vede:
“Linea interessante.”
Dove tu vedi una salita verticale piena di sassi, Maxdice:
“Si fa in seconda.”
La sua moto non è sporca.
È decorata dalla natura.
Non capisce chi lava la moto dopo ogni uscita.
Per lui il fango è una medaglia.
Più strati ha, più è rispettato nel branco.
Abbigliamento tipico:
- Stivali che pesano 4 kg l’uno (a secco).
- Pantaloni che una volta erano di un colore identificabile.
- Maschera con lente graffiata che “tanto ci vedo lo stesso”.
Non parla di cavalli.
Parla di:
- Trazione.
- Coppia ai bassi.
- Pressione gomme a 0,8.
- “È tecnica, non forza.”
Max la domenica mattina alle 7 è già nel furgone.
Tu dormi.
Lui sta già caricando la moto con la frontale accesa e un caffè bevuto in piedi.
Max quando cade non dice “sono caduto”.
Dice:
“Mi sono appoggiato.”
Quando resta bloccato nel fango fino ai mozzi:
“Era voluto.”
Quando il motore si spegne in salita davanti a tutti:
Silenzio tecnico.
Poi: “Era troppo magra.”
Max ha un talento speciale nel trovare:
- Il tratto più scavato.
- La pietra più appuntita.
- La pozza più profonda.
E quando finalmente arriva in cima alla salita impossibile, con il fiato corto e il cuore a 180?
Sorride come un bambino.
Perché Max non cerca comfort.
Non cerca panorama.
Non cerca like.
Cerca quella sensazione primitiva di lotta tra uomo, moto e terreno.
E quando torna a casa distrutto, pieno di graffi e con le braccia che tremano…
dice la frase che tutti conoscono:
“Giro tranquillo oggi.”
Bugia. 😄🏍️
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